Libro blu sullo spreco in Italia 2011. L' acqua
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- Pubblicato Venerdì, 27 Maggio 2011 18:15
Il libro indagherà gli sprechi del settore idrico presentando i dati dei consumi d’acqua di agricoltura, industria e dei privati. Ogni giorno ognuno di noi utilizza grandi quantità di acqua per bere, cucinare e lavare, ma ancor di più, in modo indiretto, per produrre il cibo che consumiamo. Pur essendo una risorsa rinnovabile l’acqua è comunque scarsa. Infatti solo circa lo 0,001%, sui circa 1,4 miliardi di Km3 d’acqua presenti sul pianeta, è effettivamente a disposizione del consumo umano. Come sottolinea la World Bank «L’acqua la possiamo contenere, incanalare, raccogliere, purificare, confezionare, trasportare e trasformare, ma non la possiamo “produrre”». Il 70% dei consumi di acqua dolce è impiegata nel settore agricolo, per la produzione di un chilo di carne di manzo, ad esempio, sono richiesti 16 mila litri di acqua, mentre per produrre una tazza di caffè ce ne vogliono 140 litri. Dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua, circa 3600 litri per un’alimentazione a base di carne o 2.300 litri per una dieta vegetariana. Ma fino a quando il cibo che produciamo lo consumiamo, tutto può trovare una giustificazione, ma possiamo dire la stessa cosa quando utilizziamo acqua per produrre cibo che, per mere ragioni commerciali, non raggiungerà mai la nostra tavola? Solo nel 2009 in Italia sono rimasti in campo 177.479 t di mele per la cui produzione sono stati utilizzati 124.235.300 m3 di acqua, oppure 378.312 t di arance per la cui produzione sono stati utilizzati 189.156.000 m3 di acqua, oppure 3.470.273.000 t di pomodori per la cui produzione sono stati utilizzati 644.479.272 m3 di acqua. Uno spreco nello spreco.

